Ezio Capuano, un Allenatore Vincente ma con Pochi Trofei

Redazione

Ripercorriamo la carriera di di Ezio Capuano, un allenatore vincente ma con pochi trofei, maestro delle salvezze impossibili.

Ezio Capuano un Allenatore Vincente ma con Pochi Trofei | la-seriec.com


Ezio Capuano è l’attuale allenatore dell’Avellino, una piazza calorosa e tra le più importanti del girone C e della Serie C tutta.

Tanti conoscono l’allenatore campano per i suoi modi di fare “rocamboleschi” e la “schiettezza che lo contraddistingue”.

Ma oltre essere uno showman (nel senso buono del termine), chi è Ezio Capuano?

I Trofei di Ezio Capuano

Nel mondo del calcio ci sono allenatori che vincono tanto e lo fanno grazie a delle squadre costruite al meglio da direttori sportivi competenti, o grazie alla fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Allo stesso tempo, ci sono allenatori che ottengono grandi risultati, in alcuni casi davvero incredibili e irripetibili, senza però mai vincere un trofeo importante o dei campionati di un certo livello. Tra questi rientra certamente Ezio Capuano.

Nella sua carriera, il buon Eziolino ha vinto due campionati di Serie D consecutivi con due squadre diverse.

Il primo lo conquistò con l’Altamura, squadra pugliese della provincia di Bari, nella cavalcata trionfale della stagione 1995/96 durante la quale lasciò alle spalle il Toma Maglie e il Nardò.

L’anno successivo fu la volta della ben più nota società della Cavese Calcio, dove con gli stessi punti della stagione passata (69), vinse davanti a Internapoli e Giugliano.

Da allora nessun altro trofeo di spessore, ma tante esperienze e conquiste altrettanto trionfali.

Si sa, le coppe arrivano quando si arriva primi in qualche competizione. I trofei più belli, però, sono quelli che ci si porta dentro e che si sa di aver ottenuto con l’aiuto di nessuno.

Un Allenatore Sottovalutato

Ezio Capuano fa parte di quel gruppo di allenatori sottovalutati, ma che amano davvero il calcio e possono dare quel tocco di originalità e passionalità che si sta perdendo sempre più a scapito di personaggi tutti doppi petto, cravatte e tante belle parole, ma pochi fatti e poca personalità.

Facile fare il filosofo e gestire la situazione quando ti chiami Guardiola, sei allenatore di una delle squadre più forti della storia e con te giocano i migliori giocatori del mondo e l’ambiente è “ovattato”.

Non so per voi lettori, ma chi vi scrive ritiene molto, ma molto più difficile e complicato allenare ed essere allenatore e motivatore di squadre sull’orlo di fallimenti tecnici e non solo.

Decisamente più complicato metterci la faccia quando tutti ti danno contro, quando i giocatori che alleni sono sfiduciati, demotivati, e hanno l’autostima sotto i piedi.

Ed è proprio in questo genere di ambienti che Ezio Capuano è maestro non solo in Serie C, ma probabilmente in tutta Italia.

Non solo, infatti, è un grande motivatore e sa attirare (e in un certo senso assorbire) su di sè l’attenzione e i guai dell’ambiente, ma ha anche grandi conoscenze e doti calcistiche che troppo spesso non gli vengono riconosciute.

Ezio Capuano, Maestro delle Salvezze

Chi vi scrive segue da molti anni le gesta di Ezio Capuano. Ad ogni sua conferenza stampa mi ci faccio due risate.

Allo stesso tempo, però, ne rimango attratto come un bambino che ascolta una storia di draghi dal finale incerto.

Ogni sua conferenza stampa è uno show. Ogni conferenza stampa in cui è presente, diventa sua.

Ma se salvare una squadra di bassa/bassissima classifica è diventata un’arte che ha “Ezio” come nome e “Capuano” di cognome, purtroppo paga esageratamente delle “capuanate” di anni e anni fa.

Su Youtube ci sono molti video che documentano sue sfuriate, in primis quella dopo la sconfitta dell’Arezzo in amichevole contro una squadra di promozione.

Senza questi eccessi di eccessiva passionalità e di ira, siamo sicuri che avrebbe avuto una maggiore considerazione da parte di presidenti che preferiscono piuttosto affidarsi a totali sconosciuti senza un briciolo di esperienza.

Dato lo stato delle cose, sembra che al nostro caro Eziolino non rimanga che lottare per salvezze insperate e al limite dell’impossibile.

L’ultima l’ha ottenuta l’anno scorso a Rieti, squadra che davano tutti per spacciata.

Arrivato a metà campionato, durante il girone di ritorno recuperò tanti punti alle squadre che si trovavano sopra in classifica, arrivando poi a scavalcarle, raggiungendo la salvezza.

E un altro mezzo miracolo lo sta ottenendo in questi mesi sulla panchina dell’Avellino.

In una situazione societaria che tanti definivano “poco serena” e con una squadra non di certo tra le più forti del campionato, ha conquistato ben 16 punti nelle ultime 10 partite, durante le quali ha incontrato le squadre più forti ed importanti del girone.

Nelle ultime settimane la squadra irpina è risalita in classifica, arrivando praticamente a metà classifica.

Il segreto? Non lo sappiamo fino in fondo, ma il protagonista di questo articola sintetizza tutti i fattori in un’unica parola: la “cazzimma“, sua e della propria squadra.

In Attesa della Grande Possibilità

Ezio Capuano lo ha detto in alcune interviste: gli piacerebbe provare a lottare per una posizione di vertice in campionato, magari in una grande squadra e in una società storica.

La società di cui attualmente è allenatore, l’Avellino, è una grande società con dietro una grande storia e tradizione calcistica.

Si può quindi dire che Eziolino è a metà dell’opera. Adesso è arrivata una nuova proprietà, che ha reso pubblica la volontà di fare bene ed investire.

Speriamo che sia vero, perchè la città di Avellino, la sua storia calcistica e anche il suo attuale allenatore meriterebbero qualcosa di più di una salvezza e di una posizione di mezza classifica in Serie C.

E speriamo anche non accadano più episodi di contrasto con i presidenti, come accaduto alla Sambenedettese circa 2 stagioni fa.

In quell’occasione lui e il patron Franco Fedeli non si trovarono proprio a livello umano.

Un vero peccato, anche perché prima di questo tipo di problemi, la Sambenedettese era arrivata anche al secondo posto, a pochi punti dal Padova capolista.

Per il momento, non rimane che augurare all’Avellino e ai tifosi irpini di tornare grandi nel calcio italiano, magari proprio con Ezio Capuano come “capo branco” dei “lupi” dell’Irpinia.

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