I Motivi dello Sciopero della Serie C

Redazione

Sciopero della Serie C: questo è quanto deciso dal Presidente della Serie C, Francesco Ghirelli. Vediamo quali sono i motivi dello sciopero

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Il prossimo weekend del 21 e del 22 dicembre la Serie C non giocherà: annunciato da Francesco Ghirelli lo sciopero della Serie C.

Il primo turno del girone di ritorno verrà quindi “saltato”. Al momento sembra che si tornerà in campo regolarmente il 12 gennaio 2020.

È quanto annunciato dal numero 1 della Serie C, Francesco Ghirelli, che già nei giorni precedenti aveva minacciato di fermare il campionato se non fossero arrivate delle risposte dal Governo.

Perchè Non si Giocherà?

Il motivo è semplice: attorno al mondo della Serie C ruotano troppe tasse. E questo comporta delle immense spese (e quindi difficoltà) per tutte le 60 squadre della categoria.

Quello delle tasse elevate è ancor più grave se si considerano le entrate praticamente nulle o quasi a favore delle società della terza categoria nazionale.

Francesco Ghirelli, dal giorno in cui fu nominato Presidente della Serie C, ha promesso che avrebbe lottato per migliorare la situazione precaria in cui versa la Serie C, e sembrerebbe che stia rispettando quanto detto.

Ed è proprio questo l’atto più clamoroso di questa battaglia silenziosa.

Qual è l’Obiettivo dello Sciopero della Serie C?

Il motivo dello sciopero della Serie C, come già detto, è conquistare la tanto desiderata defiscalizzazione della categoria.

Oltre a quanto appena detto, c’è anche il tema del credito d’imposta, che per le società sarebbe una vera e propria manna dal cielo visto anche il periodo storico-economico di questi anni.

Giusto o Sbagliato Scioperare?

In un primo momento la notizia dello sciopero della Serie C per il weekend pre-natalizio può fare arrabbiare.

Magari gli unici a prenderla bene sono le squadre prime in classifica, dato che c’è una partita in meno per arrivare a vincere il campionato.

Bisogna ragionarci su poco più di 10 secondi per capire che è cosa buona e giusta quella di fermarsi e di trovare concretamente una soluzione.

Ogni anno, infatti, i presidenti fanno grandi fatiche per tenere in ordine bilanci e stipendi, ed altri non riescono a farlo, e la conseguenza sono società fallite, campionati falsati e tifosi sempre più delusi e affranti da questo tipo di delusioni e di calcio moderno.

Dal nostro punto di vista è più che giusto che la Serie C scioperi domenica prossima. Adesso e non oltre c’è bisogno di un giro di vite.

Se il Governo e il Parlamento avevano fatto fino a ieri “orecchie da mercante” alla minaccia del blocco dei 3 campionati, adesso è arrivato il momento di affrontare la questione.

Un risultato, da questo punto di vista, sembra già essere stato raggiunto: Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e della Finanza, ha convocato per giovedì 18 dicembre la FIGC per parlare della situazione e cercare di risolvere.

Auguriamoci che questo sciopero della Serie C porti davvero a profondi cambiamenti, perchè ce n’è davvero bisogno.

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